La lumaca, l'Ucraina e tutto ciò che proviamo a salvare: Maria Reva vince l'Aspen Words Prize
C'è un tipo di romanzo che ti cattura dalle prime pagine e ci vuole giorni a liberarsi. Endling di Maria Reva è quel tipo di romanzo. Questa settimana ha vinto l'Aspen Words Literary Prize 2026 — 35.000 dollari, uno dei premi più importanti della narrativa letteraria — ed era anche nella longlist del Booker Prize.
La trama, brevemente: due sorelle cercano la loro madre attivista scomparsa nel contesto della guerra Russia-Ucraina. Nel frattempo, uno scienziato dedica la vita a preservare una rara specie di lumaca sull'orlo dell'estinzione. Sembra che non dovrebbe stare insieme. Invece sta insieme perfettamente. Perché Reva capisce qualcosa che i romanzieri più convenzionali dimenticano: l'estinzione non è solo un concetto biologico. L'estinzione è quello che si prova quando si cerca di salvare qualcosa che il mondo ha già deciso di non volere più.
La giuria dell'Aspen Words è stata diretta: Endling è «un romanzo audace su persone che lottano contro molti tipi diversi di estinzione». Il giurato Héctor Tobar ha sottolineato come Reva «abbia intrecciato temi ecologici con una storia epica sulla guerra in Ucraina», creando qualcosa che «gioca con l'idea stessa di cosa può essere la forma romanesca».
L'immagine della lumaca continua a tornarmi in mente. Un animale la cui casa è il suo stesso corpo. Che si muove lentamente, che è vulnerabile. Lo scienziato di Endling che dedica la vita a preservare quella specie potrebbe sembrare fuori posto in un romanzo di guerra. Ma Reva lo mette lì deliberatamente: perché tutte le guerre sono anche guerre contro il lento, contro il piccolo.
Se ti interessano i libri che riflettono seriamente sulla sopravvivenza del fragile — una specie, una famiglia, un paese — La macchina blu di Helen Czerski è un'altra porta d'accesso allo stesso territorio, dalla scienza degli oceani. Ma leggi prima Endling. E quando finisci, chiediti: quante cose stai cercando di salvare adesso?