Le voci dei morti costano cinque dollari al mese
La domanda che Borges ha lasciato sospesa in aria decenni fa — chi scrive quando qualcuno scrive? — ha nel 2026 una risposta nuova e strana: a volte, una macchina che firma con un nome inventato.
Literary Hub ha riportato questa settimana che Bob Dylan — Premio Nobel per la letteratura, l'uomo che ha convinto il comitato svedese che una canzone può essere poesia — ha lanciato un account Patreon a cinque dollari al mese. Il progetto si chiama «Lectures From the Grave» e promette un «archivio vivente» di voci storiche: l'ultimo testamento di Frank James, conversazioni immaginate di Aaron Burr, una lettera di Mark Twain indirizzata a Rudolph Valentino. I testi sono firmati da Herbert Foster e Marty Lombard — nomi senza alcuna presenza verificabile online.
Chi è Herbert Foster? Chi è Marty Lombard? Bella domanda.
I critici che hanno analizzato il contenuto indicano i soliti segnali: frasi con similitudini eccessive, narrazione audio generata da sintesi vocale, uno stile che odora di prompt mal calibrato. Su internet lo chiamano slop: contenuto prodotto su scala industriale, senza traccia di intenzione umana riconoscibile.
Ciò che trovo davvero interessante in questo piccolo scandalo è la scelta del materiale. Dylan non sta vendendo nuove canzoni né dipinti: sta vendendo voci in prestito di famosi morti americani del XIX secolo, figure del dominio pubblico il cui stile può essere imitato con relativa facilità. Twain, per esempio, la cui opera come Following the Equator rimane disponibile come l'aria.
Borges ha scritto una storia su questo, quasi letteralmente. In La memoria di Shakespeare, un uomo riceve la memoria dello scrittore inglese come eredità involontaria e scopre che avere i ricordi di qualcuno non è la stessa cosa che essere quella persona. La voce può essere trasferita. L'identità, no. Ciò che resta è qualcosa di instabile, inquietante.
È esattamente quello che Dylan sta vendendo, se i critici hanno ragione: la memoria dei morti filtrata da una macchina. Senza l'identità. Senza il peso reale. Tutta la sua carriera è stata un gioco di maschere, ma c'è una differenza tra costruire una persona e appaltare la propria persona a un modello linguistico.
Conta qualcosa? Non lo so. Cinque dollari al mese per scoprirlo.