Dave Eggers e l’arte di scrivere l’amicizia che dura tutta una vita
C'è qualcosa che mi chiedo da anni, vivendo tra lingue e tradizioni letterarie: perché è così raro trovare nella narrativa il tipo di lunga amicizia tra un uomo e una donna che nella vita reale è del tutto ordinaria? Il romanzo scandinavo non ha particolari difficoltà con questo — Tove Jansson ha scritto amicizie moomin che fluttuano al di sopra del genere — ma nella tradizione angloamericana, l'amicizia tra generi tende a dissolversi, per comodità narrativa, in qualcos'altro.
Dave Eggers, che ci pensa «sempre», ha finalmente scritto quel romanzo sull'amicizia. Contrapposto, pubblicato da Knopf e curato da John Freeman, copre decenni in sette sezioni, seguendo Cricket e Olympia attraverso l'arco di una lunga vita. Publishers Weekly l'ha definito «un tour de force.»
Il titolo è un riferimento al termine scultoreo — la posa classica in cui una figura sposta il peso su una gamba, creando un'asimmetria naturale. Anche l'amicizia è una sorta di contrapposto: un equilibrio che funziona solo perché non è perfettamente simmetrico.
Il suo esordio, Un'opera straziante di sbalorditivo genio, era massimalista e impossibilmente giovane. Il Monaco di Mokha era giornalismo allungato fino alla lunghezza di un romanzo. Ciò che Contrapposto sembra chiedere, nel profondo, è qualcosa che vale la pena di lasciar decantare: cosa costa restare vicini a qualcuno per decenni? Non ho risposte. Ma so che i romanzi che pongono queste domande con onestà sono quelli a cui penso ancora anni dopo.