FSG chiude il suo marchio MCD e cosa dice questo del futuro dello strano
Quando è stata l'ultima volta che hai comprato un libro perché sembrava strano? Non strano come «non fa per me», ma strano come «non so bene cos'è e ho bisogno di scoprirlo».
FSG ha chiuso il suo marchio MCD. Per chi non lo conosce: MCD era il braccio sperimentale di Farrar, Straus and Giroux, fondato nel 2016 e diretto dall'editor Sean McDonald, che ha lasciato il 15 aprile. Dieci anni a costruire un catalogo che scommetteva sull'inclassificabile — quei libri che arrivano in libreria e il libraio non sa bene in quale scaffale metterli.
MCD ha pubblicato titoli che hanno vinto premi che non sapevano nemmeno loro cosa fossero, e libri che hanno venduto più del previsto senza che nessuno riuscisse a spiegare del tutto perché. È esattamente quello che fa un buon marchio editoriale: creare spazio per cose che il mercato non ha chiesto ma che, una volta apparse, si sono rivelate necessarie.
La chiusura non è una nota a piè di pagina. È un sintomo. I grandi gruppi editoriali stanno chiudendo o assorbendo i loro marchi più rischiosi. La logica commerciale schiaccia la logica editoriale. Penso ai libri che esistono perché qualcuno ha preso un rischio. La memoria de Shakespeare di Borges è esattamente il tipo di libro che oggi verrebbe classificato come «progetto editoriale difficile». Ogni volta che un marchio come questo chiude, il margine di ciò che è possibile in letteratura si restringe un po' di più.