Knox County restituisce 'Roots' alle biblioteche scolastiche: sui libri che non si possono vietare
Ci sono libri che le biblioteche non riescono a tenere in silenzio. Li tocchi e senti il polso di qualcosa di più grande della carta: resistenza, memoria, il testimone che rifiuta di lasciare che la storia venga cancellata.
Il 28 maggio, Knox County, Tennessee — un distretto scolastico di più di 60.000 studenti, con Knoxville come centro — ha restituito Roots: The Saga of an American Family di Alex Haley alle biblioteche scolastiche, solo poche settimane dopo averlo rimosso. La ragione ufficiale della rimozione era una legge statale sui materiali «appropriati all'età». La ragione reale, come sempre, era più scomoda: Roots racconta la storia di Kunta Kinte, un uomo catturato in Gambia e reso schiavo in America, e dei suoi discendenti attraverso le generazioni. Un libro che obbliga a guardare quello che molti preferiscono ignorare.
Il sovrintendente Jon Rysewyk ha detto qualcosa che vale la pena conservare: «Ritirare qualsiasi libro dalla circolazione è, e deve essere, una decisione enorme. La nostra intenzione sarà sempre quella di sbagliare dal lato dell'accesso.» Bello in teoria. Necessario, sempre.
Ricordo la prima volta che ho incontrato l'eco di Roots — non il libro stesso, arrivato più tardi, ma la conversazione che generava, quell'ombra che alcuni adulti portavano con sé quando lo menzionavano, come se fosse troppo grande per essere nominato con leggerezza. Poi, il libro. La saga di Haley non è una lettura facile: è densa, lunga, brutale nei suoi dettagli. Ma è proprio questa densità a rendere impossibile guardare dall'altra parte. Non è una metafora né un'allegoria. È una testimonianza costruita mattone per mattone.
La censura letteraria negli Stati Uniti rimane una ferita aperta. Non è un caso che i libri più spesso vietati siano quelli che parlano di corpi che il potere preferirebbe rendere invisibili: corpi neri, corpi queer, corpi che hanno sofferto e sopravvissuto per raccontarlo. Vietare un libro non fa sparire la storia — garantisce che i giovani che ne hanno più bisogno crescano senza accedervi. Il saggista Jacob Mchangama, in Libertà di parola, traccia la storia millenaria del diritto di parlare — e dei suoi limiti, tradimenti e paradossi.
Sono contenta che Knox County sia tornata sui suoi passi. Ma quello che mi preoccupa sono i distretti dove la stessa storia finisce diversamente — dove i libri non tornano, dove un quindicenne non arriverà mai a Kunta Kinte perché qualcuno ha deciso che era troppo. Se hai Roots in qualche lista di lettura, questo è il momento.