Il Premio Almudena Grandes viene Assegnato per la Prima Volta e Qualcosa nel Petto si Muove

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Dani Carrasco
· 5 min di lettura

Il primo Premio Almudena Grandes è stato appena assegnato. E mentre leggevo la notizia ho pensato a lei — all'autrice, non al premio — e a quanto mi è costato leggere 'Los episodios de una guerra interminable' quando è uscito, non perché fosse difficile, ma perché era troppo. Troppo presente, troppo dolorosa, troppo viva per qualcuno che non c'era più.

I premi postumi sono strani. Ma la realtà dietro la cosa è questa: una comunità decide che qualcuno era così importante che vuole continuare a pronunciare il suo nome ad alta voce. È una forma rara e pubblica di lutto.

Nel caso di Almudena Grandes, la situazione è più specifica. Non era solo una grande scrittrice — mai detto meglio — era una scrittrice impegnata in un progetto storico e politico molto concreto: recuperare la memoria dei perdenti della Guerra Civile spagnola attraverso la narrativa.

Che un premio porti il suo nome implica qualcosa di più del riconoscimento letterario. Implica continuare quel progetto. Il nome conta. Pronunciarlo è una dichiarazione. E questo, anche se nessuno lo dice nel discorso di consegna, è anche parte del premio.